A proposito di oggi

Questa è stata la prima sera, da quando esco e faccio tardi, che una palla di pelo nero di 30kg non m’è corsa incontro per salutarmi.
Ho aperto la porta, d’istinto ho guardato nel solito angolo e l’ho scoperto vuoto.
Non sono ancora abituato a vedere le nude piastrelle dove prima c’era un tappeto.

A proposito di oggi.
Oggi è stata una giornata di merda, uno di quegli imbuti in cui ti infili e nei quali precipiti sempre più forte.
Il tempo ha accelerato, ha rallentato, s’è fermato. E ora ha ripreso il suo corso, come se non fosse successo nulla. Come se fosse tutto normale.
Se non ci fossero i miei ricordi, non sarebbe rimasta alcuna traccia.
Ho in testa un turbinio di pensieri, collegamenti intertemporali che non dovrei fare, sovrapposizioni d’emozioni sopite da tempo, latenti, dormienti.
E’ durato mezz’ora: la scena si apre con rantoli e sofferenza, difficoltà respiratoria; prosegue con la corsa in ambulatorio, la lastra, l’ossigeno; termina con le mie mani intorno a quel muso, i miei occhi piantati nei suoi, il torace che smette di gonfiarsi e sgonfiarsi. Tra le mie mani. Non avevo mai tenuto la morte in mano.

E’ solo un cane, cazzo. Si può stare così male per un animale?
Il punto è che non è solo un cane. Era una mia amica.
C’è stata nei momenti migliori ma, ancor di più, nei momenti peggiori.
Quando nel cuore della notte la stringevo piangendo, la stringevo forte e lei mi leccava la faccia, mi dava le testate, mi portava i suoi giochi per distrarmi. Quando non sapevo dove picchiare la testa. Quando non volevo alzarmi dal letto e lei veniva a togliermi il lenzuolo di dosso. Quando guardava i film sul divano con me. Più che altro russava, ma mi piace pensare che almeno “Un mercoledì da leoni” l’abbia guardato per intero.
E’ una linea sottile, probabilmente sembrerà stupido e incomprensibile.
Alla fine era solo un animale da compagnia.
Non so nemmeno come spiegarlo.
Ero appena tornato da un funerale, avevo diciotto anni. Mi sono buttato in poltrona con la mia camicia nera, nessuna voglia di alzarmi prima del 2141. Poi un ammasso di peli neri m’è comparso davanti col guinzaglio in bocca. “Andiamo?” sembrava dire.
Non era solo un essere abbaiante che cagava e pisciava a orari fissi. Non l’ho mai vista solo come un animale. Le volevo un bene dell’anima. E mi è morta tra le mani.

In questo momento vorrei tanto una sua testata.
Mi sarebbe veramente utile.

Sette anni fa un mio amico, in una giornata simile a questa ma, forse, più atroce sotto certi aspetti, disse che non dovremmo mai affezionarci a tutto quello che muore.
E’ stupido. E’ illusorio.
E’ una presa in giro pensare che qualcosa o qualcuno possa rimanere con noi per sempre.
Purtroppo, però, credo che sia inevitabile, che sia umano. Che la morte faccia parte della vita e che sarebbe da accettare.
Purtroppo in questo momento – scusate – la penso come quel mio amico. Non riesco a fare altrimenti.

Vorrei tanto una sua testata.

Tonight you just close your eyes

and I just watch you

slip away

 

 

The National “About Today”

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7 thoughts on “A proposito di oggi

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  1. Ti dico solo che da quando ho letto “29 maggio… questa sera” tutto quello che sono riuscita a pensare di questo post è “ma la sera del 29 deve ancora arrivare!” sentendomi un po’ stonata col jetlag.
    Potrebbe sembrare che io non abbia un cuore.
    Ma così non è.

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    1. ahahahahah!
      ci ho messo un po’ a capire cosa intendessi.
      Fondamentalmente è il problema di scrivere cose la notte molto tardi o, a seconda di come la si vede, la mattina molto presto!
      🙂

      Mi piace

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