Qui fa sempre buio presto (Invers)

Van_g_1

Navigavo nel web, questa mattina.
Principalmente, devastato dalla noia e dalla mancanza di voglia nel far qualcosa di utile per me stesso, stavo spulciando Facebook in modo distratto e, nel mentre, cercavo di ascoltare un Cd, ancora confezionato, che ho trovato in camera mia. Se ve lo state domandando, non era nulla di nuovo: “In Utero” dei Nirvana, che qualcuno deve avermi regalato e che io devo aver abbandonato tra i miei libri, ché posseggo già il suddetto album in formato digitale da, più o meno, sempre.
Però vuoi mettere l’emozione di scartarlo, inserire il disco nello stereo, aprire e sfogliare lo scarno booklet?
Saranno dieci anni che non compivo una simile azione, ma sto divagando.
Dicevo, ascoltavo il capolavoro di Curzio e, contemporaneamente, scorrevo in modo annoiato la pagina del mostro creato da Mark Zuckerberg quando, d’un tratto, mi sono imbattuto in un post riguardante il ragazzo ammazzato a Napoli. E qui metto un punto.
Finita la prima sessione di dolore allo stomaco, sono passato oltre e mi sono imbattuto in un post riguardante l’aborto. E metto un punto anche qui. E vado anche a capo. E lascio anche lo spazio.

Un minuto di silenzio preventivo.

Ora, quello che mi ha inquietato non son stati i due post, che erano anche interessanti.
Ciò che mi ha inquietato e ha fatto precipitare la mia fiducia nel genere umano sono stati i commenti.
I commenti, cazzo.
Non entro nel merito dei due argomenti, non voglio dibattere del macro, mi interessa molto di più il micro.

Riguardo al ragazzo, i commenti che andavano per la maggiore erano “d’altronde non si è fermato”, “a me non hanno mai sparato, un motivo ci sarà”, “da quelle parti non sanno cosa sia la legge”, “il carabiniere ha sparato hai copertoni”.
Io non so cosa pensino in realtà questi novelli Giuliano Ferrara, però dai loro commenti posso presupporre una simile logica: se non accosti subito e ti fai inseguire, una pallottola te la meriti.
Quello che mi domando è se sia possibile pensarla così.
Riformulo: come cazzo si fa a pensare una cosa del genere?
Un altro commento, forse il migliore, è stato “se fosse morto il carabiniere, nessuno avrebbe detto niente”; il che potrebbe anche essere vero, ma dati alla mano è morto un ragazzo disarmato e non un “tutore dell’ordine”. Argomento uno esaurito.

Sull’aborto mi sono divertito, mi appare tragicomico il modo in cui la gente si affanna a urlare le proprie verità.
Poi son belli gli slogan tipo “l’aborto è l’urlo di un bambino che dice ‘Mamma, ti voglio bene’” o una roba simile.
E’ bella la retorica del “si fanno dei sacrifici per i figli, se vuoi uscire tutte le sere dovevi pensarci prima”.
I migliori, però, sono quelli che scrivono “un giorno renderemo conto a Dio”, “è un atto immorale, profondamente sbagliato”.
Ora, per carità, queste sono tutte cose che si possono pensare e non avrei niente da dire, se solo non fossero dei tentativi di imporre il proprio volere su quello altrui.
Dio santo, uno può non essere d’accordo con qualcosa, però perché dovrebbe impedire agli altri di farlo? Che senso ha?
Io non sopporto i crocifissi, sono allergico all’incenso, trovo che le processioni per la madonna siano solo un intralcio al traffico, però non vado in giro a sbarrare chiese o a dire che non potete dire l’ave Maria.
Subisco imposizioni da tutta una vita per conto di chi non dovrebbe avere questione in capitolo – perché non dimentichiamoci che l’Italia è uno stato Laico, non cattolico – però non faccio manifestazioni lamentandomi d’essere una minoranza in pericolo.
Sembra di stare nel medioevo.
Che, poi, il libero arbitrio dove cazzo lo mettiamo?
Dio ha concesso il libero arbitrio all’uomo e, se l’ha fatto lui, chi è l’uomo, creatura del signore e quindi sottoposto, per sostituirsi al signore? E’ blasfemia, ecco cos’è, è andare contro il volere di Dio. Pensate a questo, perché un giorno, come dite voi, dovrete renderne conto al signore.

Non entro nei meriti veri dei due argomenti perché, sinceramente, non mi interessa. Meglio, non ne ho voglia. Faccio obiezione di coscienza anch’io.
So che quello che ho scritto è manchevole di un qualunque senso, probabilmente.
E’ uno sfogo, prendetelo per quel che è.
Non sono Albert Camus, purtroppo, anche se, non lo nego, mi piacerebbe un sacco.
Grazie per il passaggio, la pazienza, il tempo perso.

 

Invers “Qui fa sempre buio presto”

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6 thoughts on “Qui fa sempre buio presto (Invers)

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  1. Il problema dell’Italia è che è uno stato laico solo su carta. Perché per il resto, la Chiesa e la religione faranno sempre in modo di far traslare tutto dalla loro parte. Ma peggio, sono quelle persone che col loro LEGITTIMO credo, giudicano quelli che non hanno lo stesso tipo di credo o chi proprio non ne ha uno e cercano di esprimersi in merito a questioni che, religione o non religione, detto proprio papale papale, non sono cazzi loro. Questa cosa non cambierà mai, c’è sempre stata e sempre Ci sarà purtroppo. Il libero arbitrio c’è e grazie al cielo spesso viene anche applicato, ma qualcuno c’avrà sempre da esprimere la propria opinione in merito. E questo fa si che alla frase”il liberi arbitrio c’è” ci si debba sempre aggiungere un”ma”.

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