So long, Astoria

The Ataris “So Long, Astoria”

Ho trovato una canzone vecchia come il cucco e m’è salito, dritto dallo stomaco, un bisogno insensato di scrivere qualcosa. Il problema? Non ho idea di cosa debba parlare.
Sono qui davanti, ci sono venuto perché non mi riusciva far altro, perché, in qualche modo, dovevo alleggerire questo sfarfallio fastidioso che mi fa prudere il diaframma.
Questa volta cambio schema, la canzone la metto all’inizio. Se sarò abbastanza conciso, magari riuscirete a leggere tutto prima che termini la musica.
Fondamentalmente ho fatto uno step back di svariati anni, forse dieci, e ho rivisto un sacco d’immagini, ricordi, volti, espressioni. Un vulcano caldo di sensazioni che credevo sopite.
Improvvisamente m’è venuta voglia di andare a Livorno in treno, durante uno sciopero nazionale. Metterci dodici ore e avere il coraggio di chiamarla avventura e non cazzata.
Anche il Papa, durante l’angelus, me l’aveva detto: a un tratto, ha guardato dritto in camera, ha bucato lo schermo e, fissandomi, mi ha ammonito “Non andare a Livorno, c’è lo sciopero”.
Ma niente. Io volevo vivere quell’avventura a bordo delle pulitissime vetture fornite da Trenitalia.
Quanti schiaffi che mi darei, se mi incontrassi adesso per strada.

Però, forse, la cosa fantastica sta in una foto scattata in Sicilia: ci sono tre ragazzini, un po’ corrucciati, che guardano in camera. M’è venuto da urlare “Ma quelli siamo noi!”.
Sì, noi, perché in tutti questi anni siamo riusciti a non perderci. In culo a tutti quelli che ce la menano col fatto dei legami che si logorano crescendo.
In culo alla scuola, alle scelte diverse all’università e anche a quel cretino che ha deciso di fare lo zingaro itinerante in giro per il mondo.
Siamo ancora qui e ci siamo giunti insieme.
Un rocambolesco trio, un improbabile terzetto.
Non mi vien da dire altro.
Ascolto la canzone, sorrido, mi godo una sigaretta.
Scuoto la testa, è una figata.
the bravest kids

life is only as good as the memories we make

and im taking back what belongs to me

polaroids of classrooms unattended

these relics of remembrance

are just like shipwrecks

only theyre gone faster

than the smell after it rains

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13 thoughts on “So long, Astoria

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