Non sono un recensore: solo un bimbo deluso

L’esordio sta nel dire che i Peter Punk hanno pubblicato un nuovo album.
E io l’ho pure ascoltato. E ho riso tanto, ho riso molto.
Per carità, se dovessi parlare per conto di Steve Home – uno che in materia ne sa a pacchi – dovrei pure dire che i suddetti, rispetto ai maledetti Greenday, sono quattrocento volte più Punk.
Però il punto non è più cosa sia o non sia Punk, cosa lo sia meno e cosa lo sia di più.
Il punto è che è triste: i Peter Punk hanno fatto parte della mia adolescenza e trovarmi un loro lavoro nuovo, oggi, mi lascia spaesato.
Era davvero così necessario?
Era davvero così necessario pubblicare un lavoro uguale a mille altri, un disco che sembra la copia esatta dei precedenti e, per giunta, farlo a dieci anni di distanza?
No. E lo dice uno che Ruggine  lo conosce tutto a memoria. Lo dice uno che non si vergogna  a dire che i suddetti li ha ascoltati a ripetizione, fino allo sfinimento, nei suoi pomeriggi intrisi di rabbia e depressione tardo adolescenziale.

Se potessi parlare direttamente a loro, direi che mi hanno deluso: in una sola mossa hanno svilito tutta la mia adolescenza. L’hanno ridotta a una cazzata. E sono arrabbiato. Sono incazzato.
Come mi incazzo con John Lydon ogni volta che, panzone e putrefatto, cerca di sfruttare il nome dei Sex Pistols salendo su un palco nei giorni nostri.
Come mi incazzerei se Mick Jones rimettesse insieme i Clash senza Joe Strummer – ma qui risiede la differenza tra un certo tipo di musica e un altro, molto più effimero e stupido –.

Non so nemmeno come spiegarlo.
Risentire i Peter Punk ex-novo oggi è un trauma. Quasi un tradimento.
Certo, c’è un po’ d’emozione per il revival, per il ritorno e la reunion. Ma finisce qui.
Il resto è tanta tristezza. Un po’ come quando tuo nonno pretende di poterti battere in un incontro di boxe: ovvio, lui conosce i trucchi e la tecnica, ma alla terza ripresa va al tappeto comunque. Comunque.
Perché è vecchio, perché è inadatto a un incontro, perché non ha le forze per affrontare un giovane.
I Peter Punk mi han dato la stessa impressione: si difendono bene sulle prime due tracce, poi capitolano come Foreman contro Muhammad Alì. Senza possibilità di appello.

Sarà che, col tempo, mi sono radicalizzato e sono diventato più esigente.
Saranno mille cose, mille variabili.

Facciamo un esperimento.
Ascoltate una canzone a caso dei Peter Punk e, poi, ascoltate quella che metto qua sotto.
La differenza è abissale, siderale.
Per quanto mi riguarda una ti entra nelle ossa, ti prende il fegato e se lo mangia, ti sconquassa l’intestino e ne fa quello che vuole. L’altra, al massimo, ti regala un brividino che, poi, passa.
La differenza tra un testo di valore e uno uguale a mille altri, ripetuto all’infinito.
La differenza tra qualcosa di valido e qualcosa di mediocre.
Tra l’adulto e l’adolescenziale.
La differenza.

I Peter Punk erano morti.
Sarebbero dovuti rimanere tali.

Skruigners “Il peso del cielo” fino a 2’20”


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5 thoughts on “Non sono un recensore: solo un bimbo deluso

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  1. Zitto, zitto… Ci pensavo pochi giorni fa.

    È come quando ti rendi conto che Dexter Holland l’anno prossimo fa 50 anni. Cinquanta.
    Stesso discorso per Jim Lindberg dei Pennywise.
    Brett Gurewitz invece ha già superato la cinquantina.

    E i Peter Punk si sono formati venti anni fa. Venti.
    Il tuo ragionamento non fa una piega. Solo che io, con tutto il bene possibile, certi giorni non reggo più nemmeno gli Skruigners…
    Forse ci stiamo prendendo troppo sul serio, o più probabilmente abbiamo smesso di credere a certe cose. E un po’ fa male. Non te lo nascondo…

    Grazie per il post e scusa la malinconia.

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    1. Io, quando proprio ho bisogno di consolarmi, vado ad ascoltare i sempiterni Bad Religion, i mutaforma Rancid o quel gran gruppo di quel grand’uomo, che è Mike Ness, chiamato Social Distortion.
      Sono una sicurezza, un po’ come quando rientri a casa, dopo tanto tempo, e ti senti al sicuro.

      Liked by 1 persona

      1. Io ormai ascolto di tutto, da una vena punk settaria sono passato prima al metal poi a tutto ciò che è rock… Insomma sono abbastanza onnivoro. Certo, i Bad Religion sono sempre una sicurezza. I dischi vecchi ovviamente.

        Liked by 1 persona

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