Poi vidi le sue labbra e me ne innamorai

Mio padre voleva che facessi il ragioniere, ma io, impertinente, risposi “Giammai”.
Avevo vent’anni e coi miei capelli lunghi, a guisa di dandy, bevevo cognac.
Avevo già scritto tremila poesie…

 

Ho ritrovato una canzone.
No, è una cazzata: sono andato a riascoltarla. Avevo voglia di ragionare su due o tre cose.
L’ho fatta partire e ho fumato una lunga sigaretta, una lunghissima sigaretta seduto nella penombra della mia stanza.

Fondamentalmente penso che la fiaba del principe azzurro ci abbia fottuto tutti. Maschietti e femminucce in egual maniera.
L’aspettativa, la pretesa che tutto debba essere fantastico deriva da lì. E questo non lo penso, lo so e basta.
Quando si è bambini si è troppo recettivi, si finisce per credere alla cazzata d’uno in pigiama azzurro, a cavallo d’un ronzino bianco, che risolve la vita d’una disgraziata vestita con un tailleur comprato in saldo da H&M.

Sì, torno sempre sui soliti tre argomenti. Però, fermi, questa volta potrebbe essere diverso.
E, vi dico, se non avete voglia di deprimervi fermatevi qua.

Il problema è che è una farsa a doppio senso: lei è convinta che lui la salverà e viceversa. Si guardano, si baciano, ridono. Si fanno promesse reciproche. Dicono che ci saranno sempre l’uno per l’altra, salvo poi urlarsi addosso i peggiori insulti dopo poco tempo.
“Non mi ascolti mai!”.
“Mi trascuri!”.
“Non te ne frega niente!”.
Tutte frasi che potrebbero essere riassunte in una sola, l’unica che non viene mai detta per (dis)onestà intellettuale: “Non sei in grado di risolvere i miei problemi”.
E ritorniamo alla fiaba, a quella mastodontica puttanata. Nasce lì questa convinzione, questo pensare che un altro essere umano possa risolvere problemi altrui.
Da una parte c’è chi si aspetta la dissoluzione dei propri problemi con uno schiocco di dita, dall’altra c’è chi si sente inutile perché questa magia non la riesce a fare.

Parlo per me e dico che io non sono in grado di risolvere i problemi (sì, prima o poi scriverò anche qualcosa riguardo quei disonesti che usano il “noi” parlando solo di se stessi, come a dire che, se una cosa è diffusa, è più vera. Levatevi di culo, vai!).
Non sono in grado non perché non ci provi, piuttosto perché, quando la merda è tanta, ed è un po’ ovunque, è difficile spalarla tutta.
Se tu stai male, io posso ascoltarti, ma non posso far cessare il tuo malessere.
Fossi Dio, cazzo, lo farei senza pensarci: abolirei il malessere, la tristezza, il dolore e l’Hellas Verona.
Però non lo sono e, quindi, posso solo offrirti un caffè, ascoltarti, abbracciarti.
Non posso avere le risposte giuste, le frasi perfette, le intuizioni risolutive.

Credo che mi farò una maglietta con queste quattro frasi scritte sopra. Oppure me le tatuerò in fronte.
E, in questo, ammetto di peccare di sensibilità. Forse è solo un rifiuto, forse non ho mai capito come si possa avere una pretesa del genere.
Perché io non l’ho mai avuta: non ho mai voluto né essere salvato, né salvare nessuno.

Non ho mai visto nessuna principessa perché io non sono un principe, non ho un cavallo bianco e nemmeno un lieto fine.
E questa è una cosa della quale, chiunque parli con me per più di cinque volte, potrebbe benissimo rendersi conto.
E questa è una cosa che viene abilmente dimenticata ogni volta. Io il Frac non lo metto, mi sta male e trovo assurdo si cerchi di farmelo indossare a forza.
Una volta mi è stato detto che avevo fascino  e io ci ho pure creduto. Col tempo, ho cambiato idea.
Perché che fascino può avere una cosa che, una volta ottenuta, si cerca di cambiare?
Lo stesso che ha una pianta grassa, rispondo io.
Una volta mi è stato anche detto “per tutta la vita”, salvo poi correggere in un “sei troppo instabile per una relazione”. Però decidiamoci, fu la mia risposta.
Non ho mai capito come si possa reputare qualcosa inadeguato e straordinario allo stesso tempo.
Come si possa essere stronzi/disattenti/menefreghisti e, allo stesso tempo, sensibili/importanti/salvifici.
Come si possa accusare d’essere noiosa la stessa persona con la quale si cammina in piazza Duomo alle quattro del mattino. Non sono mai riuscito a capirlo e non è una novità che io qui, come nella vita, non ci capisca un cazzo.

Ho deciso che le relazioni di coppia sono degli ossimori.
Ho deciso che le persone non sanno quello che vogliono, soprattutto che non sanno cosa vogliono sentirsi dire.
Che tutti sono convinti di dire l’assoluta verità e forse io sono il primo di questa lista.

Smettiamola di prenderci per il culo, di pretendere delle promesse solo per poterle rinfacciare dopo. Perché le promesse servono a quello: essere ricordate per far male.
Si sceglie di credere alle promesse solo per avere un’arma a disposizione, una bomba a scoppio ritardato.
E le si esige, perché, se non fai promesse, è logico, non te ne frega nulla.
Anche se non le chiedi, cazzo, ti vien detta la stessa cosa. E io non riesco a farlo, non riesco a pretendere certezze. Le mie sicurezze sono nel tatto e nella vista: finché ti vedo, finché, se allungo la mano, sento la tua pelle, so che sei con me, che ci sei, che non stai andando da nessuna parte.
Un po’ basilare, forse freddo e lo ammetto. Però a me frega cazzi se sarai con me nel duemila e novantadue, a me importa che tu ci sia adesso.
Non voglio fare come gli accaparratori di merce, non voglio toglierti dal mercato per sempre. Semplicemente perché non posso deciderlo io e non potrò mai avere una sola certezza al riguardo.
Posso solo godere di te finché ci sarai, ci sarò, ci saremo.

Non mi ricordo più che cazzo volevo ancora dire, mannaggia a qualcosa che non si può scrivere.
Mi sono perso, è ufficiale.
Ora potrei mettermi a parlare anche dei vestiti di Paperino, tanto il filo logico si svacca comunque.
Che nervoso.

E’ una riflessione ispirata da un commento di Stephymafy. Riflessione non finita, cazzo, perché mi sono dimenticato come volevo continuare.
La sostanza, per farla breve, è che Ermes Firmani è quello che, alla fine, si prende dello stronzo.
Sì, la sinossi è questa.
Se mi viene in mente altro, lo scriverò poi.
Grazie per la pazienza, il passaggio, il tempo perso.
Siate ubriachi, imprevedibili e comprate dei jeans al principe azzurro, che non quei leggings non lo si può guardare.
Vostro e affezionato, Ed.

Ah, e ascoltate la canzone, santi numi!

Brunori Sas “Italian Dandy”

Annunci

16 thoughts on “Poi vidi le sue labbra e me ne innamorai

Add yours

  1. Ma che bello, ispiro riflessioni confuse ma con grande stile.
    Comunque, sia chiaro: MENO MALE che non puoi risolvere problemi. Nemmeno io posso, nemmeno lei/lui possono…sai che palle?! Sai che responsabilità sarebbe??!! Come disse lo zio di Spiderman “Da un grande potere deriva una grande responsabilità” (citazione colta, lo so). Ecco, io non voglio superpoteri, anche se alla fine tendo per natura ad essere una sorta di panacea, spesso vorrei farne a meno credimi. E’ bene che tu sia consapevole di questo, e che la donna che cerca la soluzione ai propri problemi sia anch’essa consapevole che l’unica persona in grado di risolverli è lei stessa. Che nemmeno il principe azzurro alla fine ci riesce, quello riesce a risolvere i non problemi, quello è una falsa sicurezza, quello ti mostra solo un lato.
    Baci.

    Liked by 1 persona

    1. Sì, sono pienamente d’accordo con te.
      Forse sono addirittura più radicale, nel senso che non ammetto nemmeno la funzione di panacea del principe azzurro (che d’ora in avanti chiamerò Fred, perché me lo sono sempre immaginato un po’ come un Fred, a metà tra il maggiordomo e l’impiegato di banca).
      Nessuno salva nessuno.
      E nessuno sta bene con gli altri, se non sta bene con se stesso.

      Mi piace

      1. Ammetto che c’ho messo parecchio a capire cosa fosse “l’impiegato di baca” 😀 …credevo si trattasse di slang nordico (non so perché ma ti vedo bene a Milano).
        Comunque si, aiuta te stesso per aiutare gli altri (e nemmeno si è obbligati a farlo).

        Liked by 1 persona

      2. Non me n’ero accorto! Ho prontamente corretto, per rimanere nel tema della (dis)onestà intellettuale.
        A Milano, se si sa come prenderla, non ci si sta male.
        Però di slang nordico non so nulla, se non le espressioni stereotipate. Quelle “e” e quelle “o” tutte accentate in modo sbagliato, non so, mi fanno venire i brividi di terrore ogni volta che le sento.

        Mi piace

      3. 🙂
        Avevo supposto ci fosse dell’ironia.
        Ma nel dubbio, per evitare si pensasse fossi nordicizzato, ho precisato! 🙂
        Non ci posso far nulla, mi si chiude la vena. Mio zio mi prendeva in giro dicendomi che ero Lombardo. Grazie a lui ho scoperto che si è originari del luogo di nascita solo dalla terza generazione in poi.
        E’ una cosa che mi è sempre stata a cuore, il non essere lombardo. Non ne saprei spiegare il motivo, però!

        Mi piace

    1. E, soprattutto, nessuno dice mai quanto cazzo possa costare mantenere un cavallo.
      Altro che mutuo!
      Altro che bambino!
      E poi ci vadano loro a litigare con l’amministrazione comunale perché non ti fanno portare il destriero a fare la caccona nell’area cani sotto casa!

      Liked by 1 persona

  2. Ora me lo stampo ‘sto post.
    Ci faccio dei volantini e li consegno a tutti i futuri uomini che vorranno marchiarmi col loro nome, come si fa con le mucche.

    Oh, però i jeans larghi.
    Che quei cosi in cui vi costringono i sederi sono proprio orrendi.
    Per non parlare dei risvoltini..

    Liked by 1 persona

    1. Sì, io pensavo a un paio di Levi’s 501.
      Da quando ho scoperto che alcuni uomini han preso l’abitudine di comprare Jeans da donna, ho perso ancora di più la fiducia nel mondo.
      Già da prima, quando ho iniziato a vedere caviglie in mostra e pantaloni arrotolati in stile acqua in casa, non era molta.
      Che, poi, mi sono sempre chiesto: perché?

      Liked by 1 persona

  3. Bah, io sarà che sono molto instabile psicologicamente parlando e che ho dei grossi problemi col prossimo ma anche con l’attuale e il precedente insomma con tutti, però ho sorriso tipo per tutto il tempo che leggevo questo post. Sei divertente. Cioè no, in realtà sono i rapporti a esserlo, sono tutte le barzellette che ci raccontano, e lo dice una che alle barzellette non ride mai. Hai mai pensato ti volessero salvare? che tipo vedessero in te qualcosa da salvare? Oppure hai mai creduto che pensassero tu volessi esser salvato da loro? Mi sto intortando. Però il succo del discorso è che i rapporti sono un ossimoro, che le persone sono contraddittorie, che le persone del presente non sanno quasi mai che farsene perchè ce l’hanno già, allora vogliono di più, vogliono il futuro. A me tutto questo pare un sacco divertente, nel senso che dai! Mi vien da ridere.

    Liked by 1 persona

    1. “…che le persone sono contraddittorie, che le persone del presente non sanno quasi mai che farsene perché ce l’hanno già, allora vogliono di più, vogliono il futuro.”
      Secondo me hai centrato un punto.
      Non l’avevo mai vista da questo punto di vista.
      Bel suggerimento!

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

WordPress.com.

Su ↑

A Place For My Head

La vita è una commedia per coloro che pensano e una tragedia per coloro che sentono.

Giuda is Carioca

A buon intenditore / poche storie

Gwynto

Aspirante scrittrice, lettrice avida, amante delle parole

#See What I See

"Nessuno è te. questo è il tuo potere" E questa sono io.

Topper Harley

Uno, nessuno e ventitrè

Mela Kiwi Limone

piccole pillole quotidiane

Karashò

Autori Artigiani dal 2016

Day Off Londra

pensieri,parole,opere,omissioni di un cervello in fuga..

m3mango

Se vieni, è il miglior apprezzamento.

Mamma for dummies

...quelle che se arriva sera ed è ancora vivo è già un successo!

Novelle Ignoranti

Giornalismo, politica, musica, arte, letteratura, storia, cinematografia, varie ed eventuali.

Ed Felson

Scusate, richiamo dopo.

UN PESCO IN FORNO

Appunti di controcultura queer & femminista

Travelling With Earphones

Listening to music makes your life better

gatt(A) randagi(A)

(non tutte le streghe sono state bruciate!)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: