Dodici dicembre – Pino – Il Ballerino – Adriano – Un commissario – Una valigia – cioè: BOOOM!

Tra non molto saranno le sedici e trentasette minuti del dodici dicembre.
Da quel momento in poi, preparati, non sarà più la stessa cosa.
Sarai colpevole, sempre, comunque.
Ti cercheranno, verranno a prenderti, ti daranno la caccia.
Abbi sempre dalla tua una buona dialettica, un’ottima conoscenza della storia.
Abbi sempre, dentro di te, la forza di prendere i colpi senza piegarti mai.

Andranno da Pino, a casa sua, e gli chiederanno di seguirli in commissariato.
Lui ci andrà, col suo motorino. Li seguirà volontariamente.
Tre giorni dopo volerà da una finestra, con entrambe le scarpe anche se, una, rimarrà in mano ad uno dei suoi aguzzini.
Volerà da una finestra a causa di un malore attivo, così dirà la sentenza.
Si sentirà male e si butterà nel vuoto per arrivare prima in ospedale.

Poi andranno dal ballerino. Lo arresteranno.
I giornali scriveranno ogni cosa sul suo conto.
Diranno che è uno squilibrato, un pazzo, un uomo che gira armato.
Lui, il ballerino, che ha le armi solo nelle parole, quando beve troppo vino.
Resterà imprigionato, innocente, per mille e centodieci giorni.
Mille e centodieci giorni d’ingiustizia che non verranno mai restituiti.

Poi, tra qualche anno, andranno anche da Adriano.
Lo arresteranno, lo imprigioneranno.
E riusciranno, infine, a condannarlo a ventidue anni di reclusione quale mandante morale dell’omicidio di Luigi Calabresi.
Mandante morale.
Per aver detto la verità: che il commissario era il più altro in grado, quella notte, e quindi responsabile dell’accaduto; che il commissario avrebbe dovuto chiarire i fatti; che il commissario non s’è nemmeno degnato di telefonare alla moglie di Pino per dirle che non aveva più un marito.
Esatto, Licia lo scoprirà il mattino dopo.
Licia aspetterà Giuseppe a casa. Vivo.
Ma quelli come suo marito, per lo stato, non hanno mai contato nulla, non hanno mai goduto di diritti.

Sarà una persecuzione metodica.
Una ricerca arbitraria d’un colpevole già stabilito a tavolino.
Anarchici, anarchici scappate!
Non serve a niente dirvelo: non fuggirono Sante Caserio e Gaetano Bresci, colpevoli, perché mai dovreste fuggire voi, innocenti?
Rimarrete lì, mentre nel buio vengono tirati dei fili oscuri.
Siete sempre rimasti lì.
E allora, va bene, si aprano le danze:

BOOOOOOOM!

bancanazlavoro_nottecriminale

Angelo Scaglia

Attilio Valè

Calogero Galatioto

Carlo Gaiani

Carlo Garavaglia

Carlo Perego

Carlo Silva

Eugenio Corsini

Gerolamo Papetti

Giovanni Arnoldi

Giulio China

Luigi Meloni

Mario Pasi

Oreste Sangalli

Paolo Gerli

Pietro Dendena

Vittorio Mocchi

 

Giuseppe Pinelli

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