Non ho un titolo, chiedo scusa alla commissione

Natale. Luci intermittenti ovunque. Manichini appesi ai balconi. Alberi addobbati con palline rosse.
Sono seduto, sto pensando che con la camicia mi sento un imbecille. Il motivo è stupido: molti di coloro che la indossano tutti i giorni sono degli imbecilli. Gasparri. Brunetta. Lapo. Alfano. Salvini. Il centrocampo titolare della nazionale italiana minKioni. Con la Kappa, grande, visibile, per rafforzare inverosimilmente il suono sordo. Che poi non mi ricordo se sia un fonema gutturale, la suddetta K.
Ma a chi importa? Cose a caso: il rum Zacapa Gran Reserva, i crostini di fegato, i Kellog’s Special K.

Sembra una commedia dell’assurdo o del grottesco. Una delle sceneggiature che avrebbe potuto scrivere Harold Pinter. Presente Festa di Compleanno? Quelle situazioni pazzesche ed esilaranti (per lo spettatore)?
Sembra anche un pochino Stanno Tutti Bene, quel bellissimo film con Mastroianni. L’han rifatto, peraltro, di recente. Al posto di Marcello c’è De Niro. Preferisco l’originale. Sembra anche Amici Miei, il primo atto. C’è quella tristezza di fondo, che rimane anche nelle situazioni comiche, nelle risate di pancia. Un po’ come i film di Nuti, che era toscano come Monicelli. Caruso Paskoski di Padre Polacco. Un film della madonna e Francesco Nuti è veramente superbo in quella pellicola.
Dev’essere il vino. Dev’essere che la consapevolezza porta all’ironia e l’ironia alla capacità di scherzare sempre. Dev’essere che questo procedimento è una figata, ma non cancella niente: lo mette solo sotto il tappeto. Cose a caso: gli occhi di mio padre, le mani di mia nonna, i Kinder Cereali.

Mi sento bene nella camicia, alla fine. Antiteticamente mi sento imbecille, ma sono a mio agio. Sono a mio agio nel sentirmi imbecille. Penso che, magari, anche Paul Newman s’è sentito imbecille in quell’abito, mentre recitava in Paris Blues. Che coppia, loro. Paul e Joanne. E poi Joanne Woodward era veramente bellissima. Sono stati insieme tutta la vita, che è un tempo decisamente considerevole. Mi ricordano mio nonno e mia nonna. Mio nonno che, a ottantasette anni, dice ancora alla moglie Non guardarmi con quegli occhi, mi fai arrossire. Cos’è l’amore? Non lo so. Mio nonno e mia nonna.
Sono defilato. Non mi piace stare al centro dell’attenzione. Ho il bicchiere in mano, ogni tanto esco a fumare. Cose a caso: i miei nonni vicini, il vino rosso nel calice, le Nastrine Mulino Bianco.

Ci starebbe bene un po’ di swing. Le canzoni natalizie mi mettono tristezza. E poi Last Christmas ha rotto i coglioni. Un po’ di swing, balliamo. Piedi frenetici in posizioni calcolate. Spalle ondeggianti. Cambio ritmo. Mani giunte. Il ballo è l’anticamera del sesso: se balli canzoni di merda, immagina il resto.
In discoteca è pieno di salme. I piedi sono fermi, si muovono solo le braccia. In discoteca non sono mai riuscito ad innamorarmi, che è poi ciò che mi serve per fare del sesso.
Mi innamoro nei bar, in metropolitana. Una volta stavo con una donna che, mannaggia, doveva essere quella della mia vita. Ma ballava solo musica di merda, roba statica. Stare fermo mi annoia. Così sono andato avanti. O, forse, mi ha fatto andare avanti. Un’altra volta m’è stato chiesto di ballare. Lei aveva gli occhi tanto azzurri. I capelli erano neri, ricci, corti. Un ciuffo le cadeva davanti, arricciandosi sul naso. Sorrideva. E la canzone era troppo bella. E io ho avuto paura.
Cose a caso: il posto vuoto, la voce di mia sorella, i Pan di Stelle.

C’è la sensazione costante che manchi qualcosa. Sarà che questo è uno dei periodi più malinconici dell’anno. Probabilmente perché ci ricordiamo di quando eravamo piccini, che c’erano tutti i parenti e si ricevevano un sacco di regali e si stava davvero tutti insieme. Sarà che, più si va avanti, più posti vuoti a tavola ci sono. Sarà che si allunga la lista di ciò che, quand’eri piccino, pensavi sarebbe successo e poi non è accaduto.
Scriverò un romanzo noir ambientato in periodo natalizio. Sto studiando lo stile di Ellroy, giusto per l’occasione. Si svolgerà tutto in una sola notte. Ci saranno quattro personaggi. La protagonista femminile sarà il personaggio più bello. Non lo scriverò mai. Cose a caso: Strategie Fatali di Jean Baudrillard, Cool Hand Luke con Paul Newman, il Maxibon Motta.

Da grande vivrò a Firenze o a San Francisco. Firenze perché sì. San Francisco per l’hotel e perché, dall’anno prossimo, i Warriors tornano dalla parte giusta del Golden Gate e Steph Curry è un giocatore spaziale.
Ho pensato che un post sul natale, nel giorno di natale, è abbastanza ridondante come concetto. Probabilmente anche scontato. Vorrei avere la capacità d’ironizzare di Francesco Nuti. O di mio Zio. Sarebbe stato più interessante.
Gli occhi di mio padre. Dicono molto più di quel che vorrebbe. Il discorso del tappeto, si torna lì: quello che non puoi cambiare rimane. E tu puoi solo relegarlo sul fondo degli occhi, sperando che nessuno lo veda.
Cose a caso: le carezze di mia nonna, l’abbraccio di mia madre, te che, all’improvviso, non ci sei più stato.
E poi la cheesecake al cioccolato, le lasagne, l’arrosto, lo Chardonnay e, niente, l’importante è che, se muori, me lo dici prima.

Buon primo maggio.
Siate svegli, non rifiutate i balli, bevete sempre un bicchiere in più e mai uno di meno.
Vostro e affezionato,
Ed.

L’Orso “Giorni Migliori”

’orso “Giorni Migliori”

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8 thoughts on “Non ho un titolo, chiedo scusa alla commissione

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  1. Io il Natale l ho sempre vissuto come una scusa. Una scusa per indossare una minigonna e non sentirmi inadeguata, una scusa per sbronzarmi di fronte a mio padre e mia madre che”oddio no lo spumante neanche, che mi mette acidità” , una scusa per scrivere bigliettini commoventi ai miei dicendogli cose che negli altri giorni mi sentirei stupida a dire Ma che ho maledettamente bisogno di dire uscendo categoricamente fuori dal tema auguri, una scusa per guardare per l’ennesima volta Full Metal Jacket, non Il Grinch o Bambi cazzo, Full Metal Jacket perché anche se è Natale io rimango una stronza e il mio T9 continuerà ancora a correggere Stronza con Sbronza e insomma un motivo ce l’avrà. Grazie per il bel post.

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