Alex e Aidi, la rabbia, Joseph Conrad, il futuro – lettera al comandante.

E non ti convince per niente il programma che stanno dando
ma – che strano! – nessuno lo può più cambiare col telecomando

Ho riflettuto a lungo riguardo l’utilità d’un blog.
Mi sono posto degli interrogativi.
Ho analizzato specifiche situazioni.
Ho compilato un’apposita tabella, con relative e bellissime ics a spuntare le varie categorie.
E niente, comandante, sono giunto alla conclusione che utilità vera e propria non ci sia.

Che poi, volendo, comandante, non è detto che, suddetta utilità, ci sia nella vita stessa.
Ci pensi.
Ci ragioni.
Analizzi le situazioni.
Che risposta si dà, dopo l’apposita compilazione della brava tabella?

Stai dormendo, oppure fai finta anche tu?

Comandante, non è per fare l’insubordinato, glielo giuro, ma io quella cazzo di via Codivilla, uno di questi giorni, la brucio.
Anzi, uno di questi giorni, credo che farò ben di meglio.
Uscirò, di buon mattino, mi parerò davanti al me stesso cinquantenne e calvo e lo stiletterò al cuore col mio fedelissimo Opinel – quello che mi regalò mio nonno anni addietro –. Poi monterò in bici, canticchiando a labbra chiuse White Man(in Hammersmith Palais) e imboccherò la maledetta via Codivilla con buon ritmo. Girardengo appena più alto e Punk, raggiungerò la cima e urlerò, a quei drittoni, che sono inutili e tristi, come la birra senz’alcool. Scenderò verso la grande zitella, pennellando le curve come il miglior Savoldelli, a piombo, senza paura. Arriverò sgommando di fronte alla Feltrinelli, in Saragoza Avenue, legherò la bici al lampione, fermerò il me stesso sedicenne e brufoloso e, come farebbe il buon Cousin Jerry, gli urlerò che “Non, non ci credere, alle cazzate che ti frullano nel cervello. Rigirala come vuoi, ma sappi che il futuro è una balla”.

Comandante, stia attento, che si usa futuro, ma si potrebbe dire anche speranza. O qualunque altra cosa implichi un poi, oltre che un adesso.
Comandante, ha presente Monicelli, il Mario Monicelli, e ciò che disse riguardo la speranza? Mi creda, se le dico che aveva ragione su tutto. Mi creda, che uno che decide di lanciarsi da una finestra, di cazzate, ne dice poche.
Se io fossi stato Alex, le giuro che Aidi l’avrei ammazzata. Subito, prima di scoprire che le buone intenzioni diventano ossessioni e che le paure lasciano le bici con le gomme a terra.
Subito, all’inizio. Perché il futuro è da ammazzare prima che sia lui ad ammazzare noi, che ci riempiamo di aspettative, buone intenzione, propositi e fantasie.
Comandante, non mi prenda in giro, ma penso che scriverò un romanzo su questa roba qua. E lo scriverò anche allegro, ché di certo i toni del buon Ray Carver non mi appartengono, ché non sono del tutto convinto di questa storia che la consapevolezza debba per forza corrispondere alla tristezza. O che la tristezza debba per forza corrispondere alla tristezza. Altrimenti Caruso Paskoski di Padre Polacco non sarebbe un film comico e triste allo stesso tempo.
Comandante, il futuro non è da ammazzare perché bisogna essere cinici, ché tutta questa storia col cinismo c’entra ben poco. E’ da uccidere perché ci distrae dal presente, dalla vita mentre la vita accade.
E non sono fregnacce, mi creda, ché, se avessi detto oggi tutte le volte che ho detto domani, sarei una persona ben diversa.

Che, poi, quella roba di Alex, che ammazza Aidi, la dico adesso, a posteriori. Perché la verità è che, se fossi stato quel buon guascone, avrei fatto le sue stesse e identiche cose (anzi, è ben peggio: sono stato quel buon guascone e ho fatto le sue stesse e identiche cose).
Le consiglio un buon libro, è veramente bello, mi creda: C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo di Efraim Medina Reyes. Non le dico di cosa parla, lei lo legga che ne vale la pena.
Se vuole sapere dove stiano Alex e Aidi, dove sia la via Codivilla, la Saragoza Avenue e chi sia la vecchia zitella, invece, si legga Jack Frusciante è Uscito dal Gruppo di Enrico Brizzi.
Per il Cousin Jerry, invece, Bastogne, sempre di Enrico Brizzi.

Per tutto il resto, comandante, buona fortuna.
Le servirà, sia per vincere una battaglia, prendere un treno, ordinare un cocktail il sabato sera.
Come disse Joseph Conrad,

Tutto ciò che avete da fare è tenervi il vento alle spalle.

 

Francesco De Gregori “Sangue su Sangue”

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One thought on “Alex e Aidi, la rabbia, Joseph Conrad, il futuro – lettera al comandante.

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  1. Mi rubo tutti i suggerimenti libreschi, insieme alle tue parole.
    Me le leggo ancora.
    E ancora.
    Ho sempre pensato che fosse il passato a distoglierci dal presente, che fosse colpa sua se non percepiamo il vero scorrere del tempo, ma posta così, forse anche il futuro ha la sua sporca colpa.
    Siamo così limitati.
    Sarebbe più facile metter noi su una tabella.

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