Tua madre lavora gratis per Expo! -o: quando è permesso dire tutto

Non guardare questo video se, come me, sei una persona sensibile.

http://video.corriere.it/video-embed/4584e474-f1af-11e4-a8c9-e054974d005e

Io sono spesso irriverente e irrispettoso. Lo sono al punto che, a volte, mi comporto in questo modo anche con chi la pensa come me. Sono, fondamentalmente, un guascone cui piace far incazzare le persone che si incazzano, le persone senza ironia.
E qualcuno, prima o poi, mi romperà i denti per questo. Lo so, ne prendo atto, ci farò i conti.
Il punto è che ci sono alcune cose che non riesco ad accettare, o comprendere. E quando mi succede tendo a diventare irrispettoso.
Ho visto un video – video virale in rete reticolata – che mi ha alquanto disturbato.
Più cose mi hanno dato fastidio, a livello fisico.
Il tizio che ripete a macchinetta prendi la spugna e vai a lavorare, prendi la spugna e vai a lavorare, prendi la spugna e vai a lavorare.
Il genio, l’illuminato sociologo, il Castells dei poveri che annuncia l’Expo, l’Expo dà da mangiare a un sacco di gente.
La ragazza che proclama se sei contro la mafia  vai a Napoli, vai in Calabria, denotando, peraltro, un profondo pregiudizio e mi fermo qui nel commentare.
Più di tutto, penso, la signora che letteralmente insegue la ragazza e, dopo averle fatto blablablabla mentre parlava al microfono, riesce a dirle io ho settantadue anni e non mi fai blablablabla. Probabilmente ce l’aveva con se stessa, non lo so.
Ecco, io vorrei che queste persone si rivedessero, a mente fredda, in queste immagini. E vorrei che si chiedessero se si piacciono, visti da un occhio esterno.
Vorrei sapere se, secondo loro, è giusto aggredire una ragazza con la forza del numero, con le offese, perché dire ma tua madre lavora gratis per Expo, a casa mia, è un’offesa.
Vorrei sapere dove sta la differenza tra loro e il blocco nero, a parte il fuoco. Vorrei sapere se questo è un atteggiamento da persone per bene, persone comuni, persone buone e pacate e ragionevoli, come dicono di essere.
Soprattutto, vorrei sapere se il fatto che Milano sia stata “devastata” dal blocco nero, legittima a dire tutto quel che si vuole a una ragazza che, col blocco nero, non c’entra niente. Questo lo vorrei davvero sapere.
Se per i moderati, se per quelli che non vogliono che gli si tocchi l’ano (questo è un leziosismo che in pochi coglieranno), dopo il fuoco si può dire tutto a tutti, senza ragionare nemmeno un attimo su chi si ha davanti, su ciò che si sta dicendo, allora a me la moderazione, i moderati non piacciono.
Perché, per quanto non sia giusto devastare cose a caso, allo stesso modo non lo è rifarsela con chi, all’atto dei fatti, a quella devastazione non ha contribuito.
Queste sono immagini brutte. A mio parere sono brutte tanto quanto lo sono quelle dei primo maggio. Anzi, lo sono di più. Perché i moderati, da sempre, sono quelli che se ne stanno zitti e buoni, che spalleggiano sempre le scempiaggini del potere. I moderati stavano con Scelba, stavano con Tambroni. I moderati sono quelli che se ti danno del frocio, o della puttana, non dicono nulla, se ne stanno buoni. I moderati sono gli indifferenti di Moravia. Sono quelli che s’indignano solo quando tocchi le loro cose, i loro diritti e chiccazzosenefotte degli altri. Sono la massa che si trasforma in bestialità appena vede un singolo, debole, su cui rifarsi. E questo video ne è l’esempio. Sono lì, con la bava alla bocca, che sfogano tutta la loro frustrazione per non aver avuto i coglioni di scendere in piazza a fronteggiare il blocco nero. La frustrazione accumulata in anni di rispetto delle regole, di legalità, di rispetto dei semafori rossi e dei limiti di velocità.
Sto esagerando, ma non me ne frega un beneamato, visto che qui sembra che possano esagerare tutti, ma solo quei tutti che sono onesti cittadini, buoni padri di famiglia e lavoratori zelanti.
Visto che queste brave persone possono dare del nullafacente anche a me, che comunque rimango una persona in carne ed ossa, che comunque rimango uno che domani si alzerà alle sei e lavorerà gratis dodici ore o poco meno.
Mi fanno incazzare, perché dicono che i teppisti non hanno rispetto e, poi, loro sono i primi a non averne. Per niente e per nessuno. Sono beceri, questo video è becero. Questo video fa perdere la fiducia nel genere umano. E pensare che qualcuno possa legittimare questi atteggiamenti perché sapete, la rabbia per una città distrutta, la frustrazione per le proprie cose devastate e i cazzi e i mazzi del caso mi lascia, insomma, diciamo perplesso.
Una cosa del genere non è giustificabile, mai.
Altrimenti, state attenti, lo diventa anche la devastazione. Perché, se la frustrazione legittima l’offendere una ragazza venuta a dialogare sventolando bandiera bianca, allora legittima anche il dar fuoco a tutto perché non si ha un lavoro, o lo si ha gratis, o non si ha un futuro.
Bisogna stare attenti a come ci si approccia alle cose, perché questa cosa dei due pesi e due misure, personalmente, ha rotto i coglioni.
A me piace la coerenza e non giustifico né il blocco nero, né questi qui. Per me sono la stessa cosa, solo che i primi han dato fuoco a tutto, i secondi utilizzano quella subdola forma di violenza che è la violenza bianca, quella verbale. Ma sempre violenza rimane, sempre male fa.
E, se proprio devo dirla tutta, i secondi mi fanno più schifo dei primi. Lo so, sono in controtendenza. Però questa cosa della persona pacata che, esasperata – e quindi giustificata dal diritto divino! – si sente libera di dire e scrivere qualunque cosa – da siete solo delle puttane a dieci cento mille Diaz – insomma, mi ha rotto il cazzo, me l’ha triturato, me l’ha disintegrato.
Giuro, volevo masturbarmi, prima, e non l’ho trovato.
Probabilmente quella settantaduenne che insegue la ragazza sarà additata come eroina dei nostri tempi. A me fa solo pena. A me ricorda quanto sia triste, becera, ignorante la maggioranza silenziosa di questo paese, che ha dovuto ricevere un monito dalla Corte Europea per indignarsi per ciò che avvenne alla scuola Diaz. Che ha avuto bisogno dell’infarinatura dei media per smetterla di considerare Cucchi solo come un tossico. Che ci ha messo nove anni, nove anni cazzo, ad accorgersi che quello di Federico Aldrovandi fu un omicidio intenzionale e non un arresto finito male.
A me queste persone fanno pena, e credo che si meritino tutta la loro miseria.
Tutta la loro misera noia.

E sono contento di sapere da quale parte sto, santi numi.
Sono contento di non cambiare idea come una banderuola, a seconda di quale servizio sento al telegiornale.
Contento d’avere un’opinione mia.
Contento di non avere mai una reazione di composto sdegno ma, semmai, di sbracata incazzatura.
Di essere esagerato.
Di essere smodato.
Di essere irrispettoso.
Libertino.
Sovversivo.
Disobbediente.
Contento di non essere considerato rispettabile da queste persone. Sarebbe un’offesa, per me.
Essere come loro sarebbe un’offesa.

Gang “Fino alla fine”

Annunci

3 thoughts on “Tua madre lavora gratis per Expo! -o: quando è permesso dire tutto

Add yours

  1. Sono stanco. Parecchio.
    E nel filmato c’è una bella sfilata di facce da prendere a sberle. Se hanno tanta voglia di pulire perché non vanno in periferia e lo fanno tutti i giorni?
    Teste di #####.
    Grazie per il video, mi ha fatto incazzare di prima mattina.
    Nemmeno io sono moderato. I moderati sono gli uomini qualunque che uccidono questo Paese.

    Ciao

    PS
    Una volta tanto ho visto un intervento serio di soft policing. Contenimento e basta. Le vetrine delle auto si ricomprano, le vite delle persone no.

    Liked by 1 persona

    1. Soft Policing. La stessa che hanno usato a Bologna! Lì nessuno s’è indignato, d’altronde le macchine, i muri e le banche sono rimasti illesi.
      Mi spiace averti fatto incazzare di prima mattina, chiedo perdono!

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

WordPress.com.

Su ↑

Gwynto

Aspirante scrittrice, lettrice avida, amante delle parole

#See What I See

"Nessuno è te. questo è il tuo potere" E questa sono io.

Topper Harley

Uno, nessuno e ventitrè

Mela Kiwi Limone

piccole pillole quotidiane

Karashò

Autori Artigiani dal 2016

Day Off Londra

pensieri,parole,opere,omissioni di un cervello in fuga..

m3mango

Se vieni, è il miglior apprezzamento.

Mamma for dummies

...quelle che se arriva sera ed è ancora vivo è già un successo!

Novelle Ignoranti

Giornalismo, politica, musica, arte, letteratura, storia, cinematografia, varie ed eventuali.

Ed Felson

Scusate, richiamo dopo.

UN PESCO IN FORNO

Appunti di controcultura queer & femminista

Travelling With Earphones

Listening to music makes your life better

gatt(A) randagi(A)

(non tutte le streghe sono state bruciate!)

ZID INFORMACIJE

Un ritmo intrecciato e spontaneo di storie e realtà

M for Maverick

Yesterday is history, tomorrow is a mistery.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: