Roberto Saviano, Klodian Elezi e l’ipocrisia – o: Saviano, Nelson Mandela, non Fabio Fazio!

Ve lo giuro e spergiuro, oggi non volevo scrivere o, nel caso, volevo scrivere in modo criptico degli stracazzi miei. Però.
Però m’è venuto in mente che ieri, cazzeggiando su Facebook, ho malauguratamente intravisto un post di Roberto Saviano e, letteralmente, avrei voluto giocare a volano con il computer.
Il post in questione è questo

Se avessimo potuto evitare di parlare dei “riots milanesi” che hanno accompagnato l’inaugurazione di Expo 2015, forse ci sarebbe stato spazio per raccontare la storia di Klodian Elezi. Dovremmo conoscerla tutti, perché in questa storia ci sono i tanti temi da approfondire sull’Italia che viviamo e su quella che vorremmo.
Roberto Saviano 

Ora, dico, ipocrisia, qua, ne abbiamo?
Io sarò puntiglioso, però quel se avessimo potuto evitare di parlare dei “riots milanesi” che hanno accompagnato l’inaugurazione di Expo 2015, forse ci sarebbe stato spazio per parlare di Klodian Elezi mi sa veramente d’ipocrita. Di falso. Di meschino.
Punto primo, Klodian Elezi è morto prima dei riots.
Punto secondo, i giornali hanno una pagina sola?
Punto terzo, i telegiornali, riguardo Expo, possono parlare solo dell’inaugurazione e dei riots e non del resto?
Se avessimo potuto evitare.
No, cazzo, non è questione di potere evitare, è questione che avete evitato e basta.
E’ questione che la premessa poteva benissimo essere risparmiata, facendo così una figura migliore.
Io sarò anche un rompicoglioni, però certe cose non le accetto. Voi, poveri informatori del popolo, vittime degli eventi, costretti a parlare a profusione solo di una cosa. Cazzo che disgrazia, eh?
Perché, invece, non diciamo che era scomodo, molto scomodo, parlare d’un ragazzo crepato mentre lavorava in condizioni di sicurezza inesistenti, con un salario da fame?
Saviano, Mr. Se Avessimo Potuto Evitare, Klodian Elezi è morto l’11 aprile, non propriamente due giorni prima dell’inaugurazione. Quindi potrà benissimo esser compreso che questa cazzata dei riots che oscurano questa morte bianca – che termine di merda – proprio non s’ha da dire.
Fa solo incazzare. Era meglio scrivere fin’ora me ne sono battuto la minchia, mo’ me ne sono accorto e ve ne parlo, però non posso dire che m’è venuta voglia ora, quindi vi dico una puttanata.
Esagero? Chiederò scusa.
E’ che quest’ipocrisia spacciata per magnanimità mi disturba – e forse qui sbaglio – ma forse a disturbarmi sono più le persone che ci credono, a questa farsa. Come cazzo si fa a crederci?
A prender per vera quella premessa (del cazzo)?
E’ come avere seduto al tavolo un baro, un baro scarso, un baro scarsissimo, e ostinarsi a considerarlo un giocatore onesto. E, a quel punto, a un osservatore esterno vien solo da pensare che, forse, chi è seduto al tavolo col baro non è che sia poi sto gran giocatore. Proprio per niente.
Sì, una metafora sottile. La capisca chi la vuole capire.
E credo d’aver esaurito le parole a disposizione per questo argomento. Purtroppo, se stamattina non avessi dovuto fare la doccia, adesso potrei scrivere qualche altra cosa in merito. Maledette docce.

Metto questa canzone, per Klodian Elezi e per tutti quegli altri che, ancora vivi, stanno continuando a lavorare per la grande macchina di Expo con turni inumani e con salari da fame.
Per tutti quelli che muoiono sul lavoro. Per tutti quelli che moriranno sul lavoro.
E anche per te, che non sei tu, Saviano, ché  tu probabilmente commenteresti questa canzone con una retorica vuota di contenuti, tipica di chi delle cose scrive senza capirne niente.
E lo so che sono duro, ma è da quando Vik Arrigoni ti spense in mondovisione – Saviano, Nelson Mandela, non Fabio Fazio! che penso questa cosa.
Questa canzone non può essere commentata. Va ascoltata. Va ballata. Va cantata guardando qualcuno negli occhi. Va vissuta. Su questa canzone non si può parlare.
Mi fa pensare a te, questa canzone, che, per un attimo, ho desiderato…
E, no, quel te non sei tu, Saviano.

Sempre vostro,
e prestate attenzione a ciò che dice Joe prima di cantare,
e anche il video di Vik Arrigoni, se avete tempo, guardatelo, ne vale la pena,
Ed.

Joe Strummer “Redemption Song”

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4 thoughts on “Roberto Saviano, Klodian Elezi e l’ipocrisia – o: Saviano, Nelson Mandela, non Fabio Fazio!

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  1. Saviano evidentemente aveva bisogno di sponsor… E gli arrogantelli israeliani lo hanno accolto ben volentieri.
    Condivido quello che hai scritto. Del ragazzo albanese se ne poteva parlare lo stesso, malgrado i disordini, malgrado tutto.

    Ciao!

    Liked by 1 persona

    1. Il fatto, a mio modestissimo parere, è che in questo paese i giornali tendono a non parlare delle cose veramente scomode, contraddittorie e tristi.
      Oppure ne parlano a distanza di quasi un mese, o con un trafiletto di due righe in fondo al giornale, in stile “ah è successo anche questo, ma è robetta”.
      Per assurdo ha fatto più notizia un faretto del padiglione turco che s’è staccato! Un faretto! Un ragazzo che cade da un ponteggio, evidentemente, non è vendibile.

      Ciao!

      Liked by 2 people

  2. Mi hai confuso. Stavo partendo con un “Eh no, cazzo. Saviano ipocrita proprio no!”. Poi leggendo con calma e bene tutto il tuo articolo mi sono stoppato. Non so. Mi fa riflettere la data. 11 Aprile. Micnchia! C’era un mese di tempo per parlarne…
    Grazie…

    PS: Redemption Song da Joe Strummer…la migliore cover di sempre

    Liked by 1 persona

    1. Ero consapevole di rischiare, rivolgendomi con quel tono a un “mostro sacro”. Però, penso io, esistono cose che sono oggettive, davanti alle quali i così definiti “mostri sacri”, a bene vedere, poi non sono più così “sacri”.
      A ben vedere, comunque, sono io che devo ringraziarti. Per aver avuto la pazienza di leggere tutto, fino in fondo 🙂 . Di questi tempi, fatti d’inquisizione sulle impressioni e non sui contenuti, non è cosa comune.
      E sì, Joe che canta questa canzone è tipo l’ottava meraviglia del mondo. Forse a pari merito con Johnny Cash che canta “Hurt”. Ovviamente, a decidere col cuore, vince Joe. Sempre.

      Mi piace

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