Perché Dio Inventò La Nebbia

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Ma sarà vera la storia secondo la quale Dio, un giorno, inventò la nebbia per coprire la pianura padana, perché non voleva vedere il desolato scempio che aveva creato?

Secondo me sì.

Un giorno s’è svegliato, ha guardato giù – non lo fa mai, ma quella mattina si sentiva particolarmente curioso – ed è rimasto attonito, probabilmente esterrefatto, sicuramente stupito.

Come ho fatto a combinare un pasticcio simile? si sarà chiesto.

Solo che, ormai, era impossibile rimediare, perché nella pianura già ci vivevano delle persone e Lui non aveva voglia di combinare un altro dei suoi casini, ché la gente ancora si lamentava dei suoi precedenti interventi in Mesopotamia.
E così si è accovacciato, pensoso, e ha iniziato a fare un brainstorming per trovare le possibili soluzioni, raccogliendo le idee e ponendole davanti a sè, dove potesse vederle tutte insieme – è così che sono nate le costellazioni, che sono le idee scartate da Dio, ed è per questo che a noi sembrano speciali, perché le cose incomplete mantengono sempre il grande fascino del sarebbe potuto essere -.

Dopo qualche tempo – indecifrabile, perché Dio non ha tempo, né per gli uomini, né per se stesso – arrivò a una conclusione.

Basta nasconderla alla mia vista si disse.

E così fece, creando una coltre umida e viscosa, che ti si appicica addosso e ti entra nelle ossa e la srotolò sopra tutta la pianura, proprio come fanno le mamme, quando coprono i propri figli col piumone.
Lo fece con amore, in fondo, perché è vero che non voleva più vedere la pianura, ma nemmeno era intenzionato a distruggerla insieme alle persone che vi abitavano.

Solo che il suo gesto d’amore si rivelò dannoso per gli abitanti di quella landa, poiché all’improvviso smisero di vedere a un palmo dal loro naso.
Prima potevano scrutare la profondità dell’orizzonte, osservare il paesaggio, essere consapevoli che esistevano altre persone intorno a loro.
Adesso, invece, potevano vedere solo ciò che era situato nelle loro vicinanze, alla distanza di un braccio.
E, per questo motivo, ben presto gli abitanti di quella pianura si dimenticarono che esistevano altre persone, oltre a loro, e si convinsero di essere soli nell’universo e che non ci fosse nessun altro disposto ad aiutarli nei problemi quotidiani.

Quando Dio si accorse di questa cosa – di quanto fosse sbagliata e pericolosa la tendenza che gli abitanti avevano preso, poiché aveva creato gli uomini affinché collaborassero e questo non avveniva più – decise di giungere ad un compromesso, decidendo che la pianura sarebbe stata nascosta alla sua vista solo alcuni giorni all’anno, in un determinato periodo.

Ma ormai gli abitanti si erano dimenticati degli altri e, adesso, anche se si vedevano, continuavano ad ignorarsi, come fossero veramente soli al mondo.
Allora Dio, sconfortato, si mise a sedere e per un po’ osservò questi individui che vivevano per sopraffare il loro prossimo, come se il loro prossimo non fosse un loro simile, anziché aiutarlo.
Dopodiché sbuffò – e nacquero gli uragani, che non sono nient’altro se non la frustrazione di Dio per un progetto venuto male – e si disse che quella, per davvero, sarebbe stata l’ultima volta che cercava di modificare qualcosa nel suo creato.

Perché, si disse, tanto ogni volta che ci metto mano non faccio che peggiorare le cose.

Ecco, secondo me questa è la storia di come mai Dio abbia inventato la nebbia.

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