James Van Der Beek: non andare a dormire mai e chi dimentica è complice

N.B. le virgole le ho lasciate nel frigo

Che io ho sempre preferito Dawson’s Creek ad O.C. 

Sta cosa del ragazzo reietto poverino che dorme nella depandance in piscina e guida il Freelander cazzo non m’è mai piaciuta. È tipo poveri vs ricchi e io non sono ricco e quindi è scontata la parte che prendo nella querelle. Cioè Marissa, Summer, Anna ok ma Pacey s’è trombato la sua professoressa, di cosa stiamo a parlare? E no non guidava una macchina da 100.000 pleure e no non vestiva alla moda e no non ascoltava musica figa. Seth Cohen è uno sfigato nel telefilm, ma nella realtà sarebbe stato un ragazzo normale. Dawson sarebbe sfigato anche se rimanesse solo al mondo e non ci fossero altre persone cui paragonarlo. Joy batte Marissa 5 a 4 per il semplice fatto che, santi numi, è consapevole d’essere una maledetta viziata che non sa cosa vuole. E Jane aka Michelle Williams, dai, vogliamo parlare di Jane?

Che poi sto comunque parlando di cose che non esistono più, che le serie televisive adolescenziali oggi sono roba vintage e la cosa fa pensare che siamo noi pure ad essere vintage. Probabilmente siamo solo rimasti un attimo indietro e non ci siamo adeguati e cazzo però siamo rimasti mutilati. Ridateci tutto quello che ci avete tolto e che ci siamo tolti.

Che poi O.C. dopo un po’ era diventato prevedibile e Marissa l’hanno fatta morire e quando fai morire un personaggio importante vuol dire che non hai altri argomenti per emozionare e la tua argomentazione è povera. Invece per Dio il finale di Dawson’s Creek non era poi così prevedibile e i personaggi cardine erano tutti vivi e gli avvenimenti erano più normali. Non c’erano fratelli usciti di galera che cercavano di stuprarti la ragazza. No Cristo cazzi normali per ragazzi normali. La sacrosanta legittima ed educativa noia. La spontaneità d’emozionarsi per cose normali. Il punto è che Dawson’s Creek era vero, O.C. invece fittizio. Artificiale. Bello per carità, ma finto. Poi son gusti e lo riconosco. Però le crisi esistenziali di Dawson le abbiamo avute tutti almeno una volta, il problema devastante d’aver rigato il fuoristrada del papi e non sapere come rimediare no, non credo. Credo sia indicativo. Come il fatto che la barca di Dawson galleggiava per sbaglio e Seth invece aveva un catamarano.

Anche noi non possediamo catamarani ma solo barchette sgangherate e non siamo depressi a bordo di un Freelander ma confusi nell’abitacolo di una Skoda. E parliamo di lupi e ci stringiamo forte le mani e ci chiediamo se non siamo pazzi e poi ci rispondiamo di no e quando siamo felici lo siamo in modo sincero senza doverci convincere di esserlo. Siamo spontanei. Siamo Dawson. Siamo in Dawson. Siamo moltitudine, tutto e niente. Qualunque cosa e nessuna cosa. Siamo reali.

Per questo ho sempre preferito Dawson’s Creek. Per la realtà. E per il fatto che le persone quando sono reali ti incuriosicono senza che tu debba fare nulla per incuriosirti. In fondo ti cattura solo ciò che non ti aspetti. Se lo sai è autonvincimento, è artificiale. E poi finisce che ti stufa o che ti rendi conto che hai perso solo del tempo. Come quando arrivi all’ultima serie di O.C. e ti rendi conto che hai passato anni a guardare una cosa finta, che non è in grado di sorprenderti. Il finale di Dawson’s Creek, lo ripeto, invece è tutta un’altra cosa. Infatti se lo ricordano tutti. Nel bene o nel male.

Come me, che sono qui a dondolarmi nelle mie sensazioni. Perché chi dimentica è complice.

[L’Orso feat. Magellano “James Van Der Beek”]

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