Riverside “lost” – ma anche Biffy Clyro “Bubbles” – luoghi di fiumi e lupi – e lo so telhorubatachiedoperdonodovevoeratroppobella.

Progressivo. Ma cosa è progressivo, nel rock progressivo? Ma nel senso che aumenta, o nel senso che avanza? È quantità o movimento? Movimento e quantità? E perché ti entra così bene sottocarne? Ha un buon odore e l’ho sempre saputo. Buono nel senso di sicuro. Il punk non ha lo stesso odore: sicuramente è più diretto e nudo, ma è un nudo che – come dicevano i Germs – ti costringe a sanguinare. Invece prendi questa canzone, i suoni che si ampliano e ingrandiscono ad ogni capoverso: non c’è nulla che ti costringe a sanguinare; qui ci sanguini se vuoi, se lo metti in conto e se sei poi in grado di cauterizzare l’emorragia.

Authorized wishful thinking area perché in questo ritornello tutto può essere pensato. Del resto lui che canta vuole scendere giù al fiume – River – a cercare il ponte per neverland. Pure io che ascolto, se devo dirla tutta. Pure tu mi sa. E tu. E anche voi due dietro quella colonna. Ognuno di noi lo vorrebbe. Chi non ha capito di cosa si stia parlando, chi dice sì per quieto vivere e questo ponte manco prova a cercarlo, non ha capito molto non del discorso, ma della vita propria e della vita proprio – in senso proprio. 

E io credo d’aver cambiato modo di scrivere: prima andavo alla cieca perché vedevo altro mentre scrivevo, ora vado alla cieca perché è l’olfatto che mi guida. E per assurdo ci vedo meglio. E, sempre per assurdo, ci sento meglio. Probabilmente scrivo peggio, però è normale che, se da una parte guadagni, da un’altra devi perdere. L’ombra sulla serranda parlerebbe di peso a zero, anche se riferiva questo pesazzero – così ha quasi un altro senso – ad altro. Io rubo, riadatto e costruisco, sperando che nessuno si arrabbi per il furto di materiale da costruzione.

In questi giorni c’è odore di neve e sta iniziando a fare freddo. E il freddo coccola. Il freddo fa stare meglio del caldo: per quanto si possa pensare, una sciarpa rasserena di più di un telo da mare. L’inverno è il momento in cui i lupi sono veramente padroni della foresta e riescono a trovarsi con più facilità. E la neve, al chiaro di luna, rende visibile qualunque strada. L’inverno è un amico, se ci si sa vivere in mezzo.

Come il progrock, che è quantitativo e in movimento, che si dilata al punto che credi di non poterlo contenere, finché non ti dilati pure tu, uscendo dalla comfort zone solo per renderla più grande e non per distruggerla. Fino ad arrivare a un giorno, magari, in cui l’intero mondo sarà comfort zone. Pazzia? Utopia? Può darsi, ma l’ho dichiarato all’inizio che questo ritornello è un authorized wishful thinking area. Il luogo del tempo e dello spazio cristallizzati in un lasso di tempo apparentemente senza fine.

Buon ascolto. E mi si perdoni il furto. I furti. I furti futuri. In certi momenti sembra di scrivere a quattro mani.

[Riverside “Lost (Why Should I Be Frightened By A Hat?)”]

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One thought on “Riverside “lost” – ma anche Biffy Clyro “Bubbles” – luoghi di fiumi e lupi – e lo so telhorubatachiedoperdonodovevoeratroppobella.

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  1. Anni fa aspettavo l’estate e andavo in vacanza in Egitto, adesso aspetto l’inverno e vado in vacanza in Islanda. Chi non cambia mai a un certo punto diventa inevitabilmente ripetitivo, e il nuovo corso si è diverso dal vecchio ma mi piace in modo diverso. Non ho la TV e ascolto la radio, in questo momento sta passando “Werewolves of London”, buffo che sempre ai lupi si torni.

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