La strada e il tuono – Screendoor Slams


Non è tanto questione di alti e bassi, o di pieni e vuoti, o di tutto quello che ci si vuole mettere. Non è tanto questione di parole, o di riempire per forza i silenzi, o di doversi chiedere scusa dopo esplosioni di rabbia, o paura, o ansia, o altre di quelle cose che accadono quando sembra di non avere più il controllo.

Non è questione di fuga, né di dissimulazioni per ignorare le delusioni, né di adolescenziali illusioni e via continuando. Non è questione di tutta quella stupida palta in cui il novanta percento delle persone rimane invischiata, quella grande truffa conosciuta come il salvare, salvarsi. 

Perché la redenzione è un concetto fuorviante, perché quello che è successo, tutto quello che è successo, ormai è passato e non lo si può cambiare. La questione, quindi, non è coprire le cicatrici o lenire il dolore con distrazioni inventate, ma creare qualcosa di nuovo, entrare in una dimensione di fottuta normalità, col proprio bagaglio ingombrante al seguito e senza ignorare tutte le difficoltà, tutte le lacrime, tutte le crisi che ci possono essere. Perché la vita, cazzo, non si svolge in funzione dell’amore, non si mette a posto quando ci si innamora e nessuno si salva mettendo su famiglia o facendo dei bambini.

La questione, quindi, è fare i ravioli seduti ad un tavolo, o accendere un fuoco mentre si aspetta qualcuno e questo non è amore, ma è fare parte di qualcosa, essere presente in un determinato luogo e in un determinato momento. È creare possibili futuri partendo da momenti presenti.

Perché la questione non è vivere il presente in base al futuro, ma vivere affinché il presente diventi futuro.

Tutto il resto è un brusio di fondo. Tutto il resto è fuori questione.

[Musica a scelta, ma se devo scegliere io metto Nadar Solo “Aprile”]

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4 risposte a "La strada e il tuono – Screendoor Slams"

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  1. “Perché la vita, cazzo, non si svolge in funzione dell’amore, non si mette a posto quando ci si innamora e nessuno si salva mettendo su famiglia o facendo dei bambini.”

    Mi dai l’ok per stamparla su dei volantini da distribuire all’umanità che mi circonda?

    Piace a 1 persona

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