Earl Grey – Persone che se ne vanno, abbracci forti

ALV_NOK_1_20130704_22_09_30_Pro__highres.jpg

 

Avevo messo giù un sacco di parole, ma poi il tempo, le distrazioni, la noia, il sonno.
Così, quando sono tornato qui davanti, non sapevo più come continuare e ho dovuto cancellare tutto, riprendere dal principio.
Che, poi, questo mio bisogno di imprimere parole su un foglio digitale non sempre lo comprendo. Sarà il sonno, che c’era e se n’è andato. Sarà la notte, che il più delle volte mi sta in culo. Saranno le cose che succedono, che non sempre sono belle. Non lo so.
Il fatto è che a volte ho questo bisogno e devo farlo.
E quindi cerco una foto, la scelgo, la metto in alto e sporco tutto lo spazio che serve al di sotto. Questa mi piace particolarmente, ma non ho voglia di dire perché.
Le cose non vanno come si vorrebbe, quasi mai. E’ questo il punto. Le cose vanno. Il più delle volte sbandano. Il più delle volte assistiamo al miracolo moderno della lamiera accartocciata intorno ad un guard rail. E la cosa che fa rabbia è che non possiamo fare altro che stare a guardare, siamo impotenti, impossibilitati a fare qualunque cosa. Serriamo i pugni, digrigniamo i denti, consapevoli del fatto che farlo non serve comunque a niente.
Lacrimiamo, sbuffiamo, annaspiamo cercando l’aria.
Ci facciamo sopraffare dalle mancanze, dai vuoti che si dilatano, delle percezioni che si affievoliscono. Ci abbandoniamo, increduli, incapaci di accettare.
Le persone vivono, le persone se ne vanno, le persone muoiono. E’ una cosa con la quale fare pace è pressoché impossibile. Sarebbe inumano riuscirci. Innaturale.
Però, in mezzo a tutto il misto di vuoto e macerie, rimane comunque una parte di pieno che non si può ignorare, e che forse è ciò che fa più male. Fa più male finché non si riesce a pensare che quel pieno rimasto, quel rimasuglio, quel saccottino fatto di ricordi, momenti, risate spontanee quando si è in macchina da soli, nel traffico delle sei di sera, e si ripensa a qualcosa successo anni addietro, tutte queste cose ci sono per davvero, sono rimaste e sono rimaste a noi, con noi, per noi. Sono rimaste perché c’eravamo e c’eravamo da vivi.
E quindi viene da pensare che non è quello che viene portato via, ma quello che di una persona resta a dover contare, e che quella persona manca proprio perché c’è stata. E c’è stata da viva, così viva da essere rimasta sotto carne.
E, se tutto il resto se ne va, quello rimane, quello va tenuto stretto con tutte le forze che si posseggono. Come stretti vanno tenuti tutti coloro cui si vuole bene, cui si vuole regalare il proprio tempo, senza i quali si sarebbe mutilati, senza i quali ci si sentirebbe come in questo momento.
Ci sono persone che se ne vanno già morte, e quelle non mancano, o comunque non si portano via niente. Poi ci sono quelle che se ne vanno da vive.
E il brutto delle persone che se ne vanno da vive è che lasciano un vuoto incolmabile, uno iato, una mancanza costante.
Però il bello delle persone che se ne vanno da vive sono tutte le cose che rimangono: le parole che gli abbiamo sentito dire, i discorsi che ci hanno fatto migliorare, o arrabbiare, o ridere, o intristire; gli abbracci, le strette di mano, a volte anche i pugni sul naso e le spinte per i dirupi. Il bello delle persone che se ne vanno da vive è quella loro incredibile capacità di esserci comunque, ogni volta che, in gruppo, ne si ricorda un aneddoto, un pezzo di vita, ed è come se, proprio come se ci fossero anche loro. Immortali. Perché nessuno se ne va, se in vita ci è rimasto addosso.
Guardatevi il braccio forte, poco prima della giuntura col gomito: è lì, vi sta tenendo, vi sta accompagnando. E’ ancora con voi. Lo sarà sempre.

Un abbraccio forte. A tutti.

 

[The Basement “Earl Grey”]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

WordPress.com.

Su ↑

Gwynto

Aspirante scrittrice, lettrice avida, amante delle parole

#See What I See

"Nessuno è te. questo è il tuo potere" E questa sono io.

Topper Harley

Uno, nessuno e ventitrè

Mela Kiwi Limone

piccole pillole quotidiane

Karashò

Autori Artigiani dal 2016

Day Off Londra

pensieri,parole,opere,omissioni di un cervello in fuga..

m3mango

Se vieni, è il miglior apprezzamento.

Mamma for dummies

...quelle che se arriva sera ed è ancora vivo è già un successo!

Novelle Ignoranti

Giornalismo, politica, musica, arte, letteratura, storia, cinematografia, varie ed eventuali.

Ed Felson

Scusate, richiamo dopo.

UN PESCO IN FORNO

Appunti di controcultura queer & femminista

Travelling With Earphones

Listening to music makes your life better

gatt(A) randagi(A)

(non tutte le streghe sono state bruciate!)

ZID INFORMACIJE

Un ritmo intrecciato e spontaneo di storie e realtà

M for Maverick

Yesterday is history, tomorrow is a mistery.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: