Di Vaccini, Di Battaglie, Di Foto – Broadripple Is Burning

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Nel mondo c’è qualcosa che non funziona troppo bene e lo manifesta il fatto che la lotta al vaccino sia diventata la massima emancipazione dal potere statale. In pratica esponi tuo figlio al potenziale contagio di malattie non belle e credi pure di star compiendo chissà quale atto sovversivo. Contro il monopolio delle multinazionali del farmaco, dicono, e io mi domando se ci credano davvero, o se lo ripetano solamente come un mantra. E poi mi domando anche se la libertà individuale s’è davvero ridotta a questo, a vaccino sì o vaccino no. Se davvero sono queste le battaglie, mentre i salari sono sempre più bassi e gli orari di lavoro sempre più lunghi, i diritti sempre più risicati e nei Media World di Roma le commesse sono costrette a pisciarsi addosso – letteralmente – perché il capo reparto non concede loro di andare al bagno. E badate che non è fare benaltrismo, quanto mettere in fila le cose.

Michele Serra che dice che gli immigrati devono comportarsi meglio degli italiani, perché ospiti in una terra in cui nessuno ha scelto di nascere – e quindi ospiti di nessuno, ospiti de che? – riprendendo l’adagio della Serracchiani, che sta nel PD ma fa contenta Forza Nuova con le sue dichiarazioni. Michele Serra che scrive di vedere di buon occhio la reintroduzione della leva obbligatoria, perché fondamentalmente è bello che un anno di vita ti venga scippato, ché già non bastano gli stage a zero euro, le gavette infinite, il riuscire ad uscire di casa a cazzo di cane a trentanni e potersi permettere, quando va bene, un 25 metri quadri in un seminterrato. No, serve anche la leva obbligatoria, perché i giovani devono essere educati, educati per obbligo e non per formazione. I giovani devono stare zitti, fondamentalmente, finché non diventano vecchi.

Ma la battaglia, attenzione, sono i vaccini. Non è il fatto che i bambini hanno ancora meno futuro dei ventenni o dei trentenni, no, il problema è che devono essere o non essere vaccinati. E io mi chiedo che rivoluzione ci sia nel rifiutare una cosa che impedisce la diffusione di malattie, mentre si volta lo sguardo dall’altra parte per non vedere le cose per le quali bisognerebbe davvero impuntarsi. Mi chiedo come si riesca a stare zitti di fronte ad una legge che introduce il DASPO cittadino per difendere il decoro delle città, e mi viene da pensare che sia quantomento ironico rivendicarsi una fantomatica libertà individuale mentre si accolgono di buon grado leggi repressive e strade militarizzate.

Che a me, in fondo, vaccino sì o vaccino no mi frega poco e di certo non mi metterò a sostenere tesi scientifiche con dati, metadati, microdati o paradati. Non è quello il mio interesse, perché fondamentalmente la reputo una battaglia veramente stupida, per non dire non sense. Ora la soluzione è l’obbligo del vaccino, mi par ovvio, e quindi in un certo senso si va pure a legittimarla questa battaglia per la libertà individuale.
Che a me sembra proprio che per paura di fare quelle serie di battaglie, per un salario dignitoso, per una condizione lavorativa degna dell’individuo umano, per una qualità di vita che possa rendere la stessa degna d’essere vissuta, per paura di fare tutte queste cose si scelgano microbattaglie, spesso futili, spesso stupide, che non portano a niente, se non a vivere in un paese in cui un bambino potrebbe rischiare di morire per una malattia come il morbillo, che dovrebbe essere innocua.

E io non me ne capacito e non riesco a capire.
E volevo scrivere d’altro, ma non l’ho fatto, ho parlato di vaccini e non vaccini.
Di cose stupide.
Quello che volevo dire davvero sta in quella foto.
Quando vuoi, balliamo.

[Margot And The Nuclear So And So’s “Broadripple Is Burning”]

 

 

 

 

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