Mai fu questione di diritti – la libertà non è la legge – le convinzioni non sono consapevolezze

Canzoni. E’ pazzesco come possa essercene una per tutto. Più o meno una per ogni fatto accaduto o da accadere. Sono lì, silenziose finché non le fai suonare. Le casse le assecondano, la pioggia, mischiata a un down di serotonina post quattro del mattino, fa il resto. Atmosfere sfumate e back in the days  a... Continue Reading →

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Oppure questa è tutta pazzia – Piccolo manifesto antipaternalista e contro la convenzione dell’esclusiva

Quante ore servono per fare duecento euro? Sono undici giorni che dormo pochissimo, mi alzo prestissimo, faccio tardissimo e confondo le coordinate spaziali, le coordinate geografiche, la coordinazione dei gesti e dei pensieri. Lavoro, ascolto musica. Ascolto musica, lavoro. In mezzo ci sono le birre in vetro, quelle in plastica, i bicchieri di vino, i... Continue Reading →

Yeah – panegirico d’un cazzone

Domani devo lavorare, questo è l'incipit. Scrivo da cellulare, e questa è la precisazione. Ero qui, finalmente nel letto - che sono tre mesi che mi dico cazzone, dovresti dormire qualcosa di più di tre ore per notte - e, siccome è un po' che non ho voglia di dormire e ho bisogno d'un aiuto,... Continue Reading →

Liebster Award 4.0 – Sono stato nominato!

Ma signore, ma signori, ma cari oggetti volanti non identificati, che sorpresa! Grazie a Passifior, altresì nota come It’s Oh So Weird, ho ricevuto una nomination per il Liebster Award 4.0. Quindi, anzitutto, grazie per la nominazione, davvero. Poi, in seconda battuta, tocca spiegare cosa sia e come funzioni – l’ho scoperto pur’io poche ore... Continue Reading →

Baltimora,Ferguson, Banlieue: un filo conduttore e uno sfogo – o: I can’t take my eyes off you

Dall’altra parte dell’oceano, forse anche adesso, stanno piantando su un casino che noi nemmeno ce l’immaginiamo. Dall’altra parte dell’oceano è il 1968. Hanno appena ammazzato MLK, la nazione è in subbuglio. Dall’altra parte dell’oceano è il 2015. Hanno ammazzato un ragazzo, nella nazione non è cambiato un cazzo. E nessuno sta a dire sono STATO... Continue Reading →

25.4.1945/15 – la liberazione e la festa – i baci – o: che la morte ci trovi vivi e la vita non ci trovi morti

Leggi anche Fabio Tortosa – Lo Stato – La Forza – anche: quando Adamo seminava ed Eva filava, dov’erano i ricchi? Leggi anche La corte suprema di Strasburgo – Le cazzate – Carlo – Federico Non è il primo, né l’ultimo di questi giorni. Fuori di qui, nel mondo reale, le formiche operaie si stanno impegnando per tappare le... Continue Reading →

Fabio Tortosa – Lo Stato – La Forza – anche: quando Adamo seminava ed Eva filava, dov’erano i ricchi?

Buongiorno, buonasera, buonanotte, siete sintonizzati con le onde medie e ben poco democristiane di Radio Havana. Se riesco nel mio intento – ma devo lavorarci, forse ricorrere a metodi poco ortodossi – prossimamente riuscirò a portare in questo luogo qualche altra penna, oltre alla mia. Volevo aprire una sezione aperta per davvero, dove inserire pezzi... Continue Reading →

Um dia triste muito feliz – Ciao Prof.

Le parole del titolo non le ho inventate io. Le pronunciò Socrates. No, non quello greco, non quello dei simposi. Quello brasiliano. Il Socrates della democrazia Corinthiana, quello del taco de diòs, quello che esultava sempre allo stesso modo: verso la curva, il pugno destro chiuso e levato al cielo. Laureato in filosofia, era molto... Continue Reading →

Comunque no, non piange mica. E poi è un Girardengo, kazzo… (E. Brizzi – Jack Frusciante E’ Uscito Dal Gruppo -)

E’ mattina, sono le sette e mezza e il cielo è terso, sereno, limpido. Qualche nuvola bianca, qua e là, aggiunge un po’ di profondità a tutta questa perfezione. Da Est, dal Volga, dalla Siberia sta sorgendo il sole. Caldo, forte, accecante. Hai i tuoi santi occhiali da sole, rigorosamente Persol, rigorosamente scuri, rigorosamente cazzuti.... Continue Reading →

Il bello d’esser brutti

Bene, l’ultimo post è del dodici febbraio. Cos’ho fatto in questi otto giorni di silenzio telematico? Talmente tante cose che, cazzo, il dodici febbraio mi sembra l’anno scorso. Giù per su, funziona così: una mattina ti svegli e scopri d’aver compiuto ventisei (VENTISEI) anni e ti viene in mente – o meglio realizzi – che... Continue Reading →

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